Brick Mansions

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Detroit un complesso popolare e dominato dalla malavita viene isolato dal resto della città tramite un muro di cinta e soldati dell’esercito a controllare chi entra e chi esce. Il sindaco dice che è per proteggere gli altri cittadini, in realtà dentro le case di mattoni della zona ribattezzata brick mansions il crimine decuplica e si rafforza. Quando il boss della zona viene in contatto con una valigetta contenente una bomba che inavvertitamente attiva, la polizia manda dentro uno dei suoi uomini sotto copertura, assieme ad un carcerato che conosce l’area, per disinnescarla prima che esploda. Hanno 10 ore di tempo per entrare, menare tutti, inserire i codici ed uscire, peccato che qualcuno ha preso in ostaggio la ragazza di uno dei due. Sono pochissime le variazioni introdotte da Brick mansions rispetto al suo originale Banlieue 13, action urbano che nel 2004 creava un piccolo franchise parigino con al centro David Belle, co-fondatore del parkour (disciplina e movimento), già stuntman e da lì attore di film d’azione. Dieci anni dopo Belle approda in America con il medesimo ruolo accanto a Paul Walker (nell’ultimo ruolo prima di morire), insolita coppia da solito buddy movie con trama prelevata di peso dalla sceneggiatura che frulla ogni luogo comune del poliziesco, scritta all’epoca da Luc Besson, implausibile e iperbolica come solo l’autore francese sa concepire (specie quando poi non deve anche girare). Fonte trama

  • adolfo p

    si vede bene 100 x 100 garantito