Brucio nel vento

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Da quando vive in Svizzera Tobias Horvath ha cambiato nome. Da dieci anni ormai lavora in una fabbrica di orologi e ogni giorno in maniera meccanica ripete le stesse azioni che lo portano da casa all’autobus al posto di lavoro, e viceversa. Nato nell’Est europeo, in un villaggio senza nome e senza importanza, Tobias ha trascorso l’infanzia nella miseria più totale: la madre era la prostituta del paesino. Un giorno Tobias ha sentito il suo maestro di scuola discutere in camera con la mamma ed ha capito che lui era suo padre. Allora ha preso un coltello e glielo ha affondato nella schiena. Poi è scappato, lasciandosi tutto alle spalle, verso l’Ovest e verso un’altra vita. Ma ora, da grande, non è tranquillo. La compagnia di Yolande e le serate al bistrot con alcuni connazionali conosciuti in occasione di un processo cui è stato chiamato come interprete, lo lasciano insoddisfatto. Tobias tiene un diario, dove dice che aspetta l’arrivo di una donna bella dal nome Line, e quando arriverà tutto allora cambierà veramente. Finché un giorno sull’autobus ha la sensazione di riconoscerla in una ragazza con un bambino in braccio. La segue fino in fabbrica: lavora con lui, e allora l’avvicina durante il pranzo. Fonte trama

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