Cabin Fever

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Un gruppo di studenti affittano un capanno nel bosco per organizzare una festa. Ma, all’improvviso, il party viene interrotto da un uomo delirante e devastato dalle piaghe. Dopo una cruenta lite l’uomo scompare, ma la misteriosa malattia da cui era affetto comincia a contagiare i ragazzi. L’arrivo degli abitantidella zona, lungi dal porre rimedio, farà precipitare la situazione. Cabin fever è un esempio da manuale di come la conoscenza di un genere-nel caso l’horror -non sia di per sè un viatico alla realizzazione di un bel film. Perlomeno non se latitano sceneggiatura e regia, che si cerca di sostituire con citazioni-da Raimi a Romero passando per Hooper-tanto insistite quanto mal proposte. Il risultato è un collage smagliato di situazioni già viste meglio in altre pellicole, recitato da attori evidentemente alle prime armi, contrassegnato da un ritmo catatonico e qualche caduta nel comico involontario. E il finale-teoricamente apocalittico-è talmente fuori contesto da risultare disturbante. Solo per feticisti del genere-e forse neanche per loro. Fonte trama