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Pietro e Alessandro sono fratelli. Due caratteri diversi, un legame indissolubile. L’infanzia trascorsa tra le vallate degli Appennini, con una madre amorevole ed un padre respingente, che alla morte della moglie cercherà di compensare il dolore dei figli per la perdita prematura della mamma regalando loro due splendidi puledri ancora da addomesticare. E sarà proprio l’amore per i cavalli a tenerli uniti fino all’adolescenza e a riunirli quando le loro vite sembreranno averli allontanati per sempre. Ambientata alla fine dell’Ottocento, è una storia di crescita e di iniziazione alla vita, quella che Michele Rho racconta nel suo primo lungometraggio Cavalli, tratto dall’omonimo racconto di Pietro Grossi e in concorso alla 68ª Mostra d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Controcampo italiano. Ma quella di Cavalli è anche una storia che mostra quanto possano incidere i legami affettivi dell’infanzia sulle scelte che ogni individuo è portato a compiere nella propria vita. Fonte trama

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