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Jake Malloy, agente dell’Fbi, è diventato l’ombra di se stesso. Da quando un serial killer ha ucciso la sua ragazza non riesce a darsi pace e si dà all’alcol. Un suo collega nel tentativo di farlo uscire dal quel pericoloso tunnel lo manda in un centro di disintossicazione chiamato D-Tox situato sulle montagne del Wyoming. Qui avvengono degli strani omicidi e Jake è costretto ad entrare in azione.  Il detective Malloy ha un nemico implacabile e invisibile, un serial killer che uccide i suoi colleghi e che lo colpisce nei suoi affetti più profondi uccidendo la sua promessa sposa. Malloy entra in un buco nero di depressione e dipendenza dall’alcol, fino a quando l’amico e collega Charlie lo trascina in un centro di disintossicazione nel Wyoming. Qui Malloy placherà i suoi demoni, perché il nemico lo ha seguito e avrà l’occasione di regolare tutti i suoi conti. Con un cast di primo piano, dal libro di Howard Swindle, il regista Jim Gillespie (“So cos’hai fatto”) ha imbastito un thriller ricco di citazioni e stilisticamente apprezzabile, ma non sufficiente a sanare la debolezza intrinseca dei personaggi, fantasmi senza spessore e psicologia che si aggirano in un bunker alienato, cercando una plausibilità cinematografica. Fonte trama