I 13 spettri

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Jean, morta in un tragico incidente, ha lasciato in assoluta miseria il marito Arthur e i figli Kathy e Bobby. Un giorno, Arthur riceve in eredità dallo zio Cyrus una strana casa fatta di vetro e di acciaio. Esplorando le varie stanze, il nuovo proprietario e i ragazzi non credono ai loro occhi: i tre non sanno che l’abitazione nasconde un oscuro segreto… Il cinema hollywoodiano più sofisticato, popolare e con brividi cinefili (Robert Zemeckis e Joel Silver sono tra i produttori) guarda-con affetto, ammirazione e un certo rispetto-al laboratorio degli artigiani della gloriosa e rimpianta serie B. In questo caso la creatività arruffata alla quale si rende omaggio è quella di William Castle, regista e impresario del terrore, producer di _Rosemary’s Baby_, già autore di un _13 Ghosts_ nel 1960. Della serie cadetta del cinema restano, in quest’opera prima di Steve Beck, il livello del cast e la recitazione, in cui più della paura funzionano le battute che vorrebbero essere spiritose e quelle che tradiscono l’aspetto di gioco di società (del terrore). La casa, con i suoi meccanismi progettati su istigazione demoniaca e alimentata da tredici barkeriani fantasmi, è la vera protagonista del film. Fonte trama