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Un misterioso assassino sfida le forze dell’ordine che gli danno la caccia firmandosi il Cartaio, data la sua mania per il gioco. La sua sfida consiste in una serie di partite a video poker da giocarsi tra lui e la polizia, nello spazio virtuale della rete. Ogni volta la posta in gioco è una vita umana.  Una sola inquadratura convincente e veramente argentiana (il totale di Muccino che insegue la donna pagata dal maniaco sul lungo Tevere), dialoghi e battute da turarsi le orecchie e un finale (più postilla) che non ci si può credere. E gli elementi tipici di un cineasta un tempo magistrale e unico-il vento, la natura, le architetture degli interni-ora puzzano di stantio, e non possono non stimolare la risata.Ma c’è un concorso per recitare negli ultimi film di Argento? Se sì, non è tanto opportuno parteciparvi. Non se ne salva uno. Vero che buona parte della colpa è di un doppiaggio atroce (ma non si potrebbe spenderci qualcosa in più?), ma insomma, un po’ di decenza non guasterebbe. Fonte trama