Il mio grosso grasso matrimonio greco

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Tutti nella famiglia Portokalos sono preoccupati per Toula, perché a trent’anni è ancora nubile. La ragazza dà una mano nel ristorante greco di proprietà dei genitori, e la sua vita è piuttosto piatta. Alla proposta della famiglia che vorrebbe spedirla in Grecia per trovare marito, Toula decide di reagire: innanzitutto cambia look, si iscrive a una scuola di informatica-nonostante l’opposizione paterna-e inizia a lavorare nell’agenzia di viaggi gestita dalla zia. Qui incontra l’affascinante insegnante Ian Miller, che le chiede un appuntamento. I due cominciano a frequentarsi e si innamorano: ma quando lui le propone le nozze, dovrà vedersela con i genitori, gli zii, le zie, la nonna e ben 27 cugini…L’idea vincente del film è quella di non snaturarne la spontaneità affidando la parte della protagonista a una diva hollywoodiana, lasciandola alla forza comunicativa e alla simpatia della Vardalos (che l’aveva già portata al successo a teatro). Bel ritmo e una gran voglia (forse troppa) che tutti vivano felici e contenti, senza nemmeno un’ombra di dubbio o una spinta di modernità. Al confronto, _Quattro matrimoni e un funerale_ e _Il matrimonio del mio migliore amico_ sono spinosi e anticonformisti…Fonte trama