Il Trionfo Dell’amore

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La dea dell’amore è una ragazza minuta, altissima e fragile. La dea dell’amore (diretta da Woody, giovane premio Oscar) sembra una statua di porcellana. La dea, che nel film di Clare Peploe Il trionfo dell’amore-in concorso a Venezia 58-fa innamorare uomini e donne, ha mani come giunchi e due gambe infinite. La ragazza che manovra l’amore, e i fili delle vite altrui, come un burattinaio, come un giocatore di scacchi che manovra le sue pedine, si affretta a dire: “Io non sono così. Io vivo col cuore, e quando decido con il cervello, sbaglio. Io mi innamoro, e quando mi innamoro non faccio calcoli”. Però, nel Trionfo dell’amore-tratto da una commedia brillante e perfida, scritta da Marivaux in pieno Settecento-lei nei panni della principessa Phocion è una specie di Richelieu dell’amore: seduce, inganna, si traveste. Fonte trama