Io speriamo che me la cavo

http://altadefinizione.bid/wp-content/uploads/2014/09/Io-speriamo-che-me-la-cavo.jpg

Per un errore del computer del Ministero Marco Tullio Sperelli (Villaggio) finisce a lavorare a Corzano, in provincia di Napoli. La classe sarebbe di una ventina di ragazzi, ma lui al suo arrivo ne trova solo tre. Gli altri deve andarli a raccattare in giro, tra piccole storie di ordinaria povertà e di microcriminalità. I ragazzi cominciano ad aver fiducia nel nuovo insegnante, ma proprio allora arriva la notizia del nuovo trasferimento al Nord del maestro. Il libro del maestro D’Orta da cui è tratto il film era soltanto una raccolta di temi scritti da bambini di scuola elementare e poteva riassumersi col sottotitolo: “come far divertire gli adulti alle spalle di bimbi ignoranti”. A questo la Wertmüller ha aggiunto una storia, un personaggio principale e un finale edificante. Fonte Trama