Ivo il tardivo

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Uscito dal manicomio, il quarantenne Ivo torna al toscano paese natio, vive solo nella casa paterna abbandonata, s’innamora dell’analista Sara, combina guai, mette a frutto il suo talento naturale per pittura e rebus, fa amicizia con un quartetto di altri “matti”, crea bellissimi murales che le scolaresche del posto visitano. Ivo come cartina di tornasole per i limiti e i difetti dei “normali”. La malattia mentale come variante della normale eccentricità, il volontariato sociale come pratica della bontà intelligente. Un Forrest Gump in salsa toscana? Strano, divertente, doloroso, questa commedia in cadenze (e con finale) di favola ha forse il torto di non scegliere con maggiore decisione la via da battere.