Jakob Il Bugiardo

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Durante la seconda guerra mondiale, in un piccolo ghetto ebraico della Polonia occupata, Jakob Heim, proprietario di un caffè chiuso da tempo, ascolta per caso un bollettino radio proibito che annuncia alcuni successi dell’esercito sovietico sui nazisti. Il giorno dopo comunica queste notizie a due amici ormai in preda allo sconforto. Le voci si allargano anche agli altri e ben presto circola la notizia che Jacob possieda un radio, crimine grave punibile anche con la morte. Tuttavia la voglia di speranza prevale sulla paura, e ogni mattina gli abitanti del ghetto chiedono di conoscere le novità. Jakob, incapace di deluderli, fa trapelare finti bollettini di guerra, inventa avvenimenti e situazioni incoraggianti. Anche i tedeschi infine vengono a sapere dell’esistenza di questa radio. Non trovando però niente, il generale fa radunare tutti in piazza e minaccia di uccidere dieci persone, se il possessore della radio non si costituisce. Jakob avanza, sale sul palco, confessa che la radio non è mai esistita. Gli intimano di dire la verità. Lui non lo fa, e viene ucciso.. Fonte trama

  • Francesco D’amico

    Film carico di umanità, con una trama non troppo innovativa, ma che coglie nel segno. Il grande Robin Williams ha reso in modo crudamente reale i contrastanti sentimenti che una persona prova,quando il destino la costringe ha ragionare in maniera egoistica .E cosa c’è di più nobile se non cercare di sopravvivere con dignità. Ma poi la vita d’un tratto, noncurante del male che ha fatto,decide di farsi perdonare regalandogli la speranza. Dopo aver perso la moglie, ed essersi reso conto della sua vigliaccheria, mette in crisi il suo piccolo mondo,fatto di rispetto delle regole e di barbe gratis.Proteggendo una bambina e salvando dal suicidio il ghetto. Questa pellicola grida a chiare lettere,EVVIVA LA VITA, perchè niente vale il sacrificio di questo miracoloso dono, se non quando può divenire dono per altri.Una vita per un’altra. La scena nella quale il medico si suicida pur di non permettere al generale di liquidare il ghetto, sembra già vista…ma comunque una morte da eroe, si ma non da eroe classico, ma Umano. La scena finale, apre il cuore, perchè dopo averli visti salire sul treno,era lecito chiedersi perchè quella povera gente non era stata veramente soccorsa, se comunque i russi erano realmente vicini e sempre più trionfanti.Ma il lieto fine ha coronato il supremo sacrificio di un uomo” che nella vita era stato solo in grado do inventare una frittella.”