Jona che visse nella balena

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Jona Oberski ha quattro anni e vive ad Amsterdam con i genitori quando, dopo l’occupazione della città da parte dei tedeschi, la sua famiglia finisce nel campo di Bergen-Belsen. Qui Jona passerà tutta la guerra, in una baracca separata dai suoi genitori e costretto a crescere subendo angherie e violenze, e non solo dai suoi carcerieri. Dopo la morte del padre nel lager e quella della madre in un ospedale sovietico, Jona viene affidato dapprima alle cure di una ragazza e infine adottato da una matura coppia di Amsterdam. Il film è tratto dal libro autobiografico dello stesso Oberski, Anni d’infanzia e vi si attiene fedelmente. Faenza ha il pregio di mantenersi su un tono di asciutto realismo che non esclude la partecipazione emotiva. Non è tanto l’ennesimo film sull’Olocausto quanto la storia di una seconda nascita, come trapela dal titolo biblico, raccontata attraverso il punto di vista del bambino. Vibrante commento musicale di Ennio Morricone. Fonte trama