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Scampata alla morte, facendosi passare per criminale comune, in un campo di lavoro tedesco in Polonia orfana ebrea diventa kapò, cioè caposquadra-aguzzina delle sue compagne, aizzata alla ferocia dalla logica spietata del lager. L’amore per un prigioniero russo la redime. Frutto di un impegno austero (scritta dal regista con Franco Solinas) e delle buone intenzioni, questa parabola sulla degradazione e sulla distruzione della dignità nei lager nazisti svicola nella 2ª parte verso la demagogia sentimentale di una storia di amore, redenzione e morte e nella bravura effettistica e ostentata della carneficina finale trasformando una tragedia in un mediocre melodramma. Fonte Trama