Le conseguenze dell’amore

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Titta di Girolamo, un distinto cinquantenne, vive da otto anni in una camera d’albergo di una cittadina della Svizzera italiana. Apparentemente ha passato tutto questo tempo senza lavorare, trascorrendo le sue giornate al bar dell’hotel tra una sigaretta e l’altra. L’unico elemento che turba questa routine è l’arrivo, una volta al mese, di una valigia che viene depositata davanti alla sua porta. Quali segreti nasconde?  “L’abitudine alla vita non è un buon motivo per vivere”, diceva Jean-Claude Izzo. Al di là dei risvolti noir, dell’esigenza di un colpo di scena esplicativo che forse non è poi così importante, la seconda pellicola-dopo _L’uomo in più_-del regista napoletano lavora su questo tema: sull’abitudine, sul vuoto, sulla mancanza di senso dei gesti e dei pensieri di un individuo alla deriva. Calato in una dimensione squisitamente metafisica, allora, quello di Sorrentino diventa un grande film. Fonte trama