Le Crociate

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La sola speranza è che una volta mostrata una vicenda collocata tra la seconda e la terza crociata, non ci raccontino in seguito la quinta e la sesta, poi la prima e la seconda, cosi come accade in quel labirinto che è ormai la saga di Guerre stellari. Perchè se anche un formidabile regista come Ridley Scott, mettendo mano in quel crogiolo storico che ha caratterizzato le crociate e che ancora in qualche modo influenza dopo mille anni i nostri rapporti con l’estremo oriente, non aveva molto da scegliere e seguendo le istruzioni di John Ford (L’uomo che uccise Liberty Valance), ha optato per la leggenda, molto più facile da manipolare, perchè con la storia non si patteggia: o la si piega perversamente per motivi politici o se ne raccontano dei frammenti. Il giovane fabbro Balian incontra un cavaliere che scopre essere suo padre (Liam Neeson), in partenza per le crociate. Lo segue prima riluttante e poi del tutto impegnato nella ricerca della propria natura guerriera e della propria identità familiare. Incontra principesse, guerrieri musulmani, re illuminati e diventa un leader, una circostanza inspiegabile, addirittura diventa il punto di riferimento di ogni guerriero crociato, tranne i pochi che tramano contro di lui. E battaglie viste mille volte, ma in realtà il film denota una certa staticità. Fonte trama