Lo strangolatore folle [B/N]

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Londra, Prigione di Newgate, 1860. Edward Styles (Michael Atkinson), accusato di aver ucciso cinque ragazze strangolandole e poi finendole a coltellate, viene impiccato, nonostante continui a dichiararsi innocente, sulla base della testimonianza oculare di Cora (Jean Kent), una cantante del locale “Juda Hole”, amica della sua ultima vittima. Mentre il coperchio della bara sta per essere chiuso, una mano furtiva lascia scivolare un coltello accanto al corpo del presunto assassino. Durante il funerale, il dottor Tenant, l’uomo che ha eseguito l’autopsia di Styles, cade svenuto. Venti anni dopo, lo scrittore James Rankin (Boris Karloff), tra i molti casi propostigli dall’amico ispettore Burk (Anthony Dawson) sceglie di indagare proprio su questo, per sostenere la sua idea che se un uomo povero come Styles avesse avuto la possibilità di permettersi un avvocato e indagini più approfondite, probabilmente non sarebbe stato impiccato. Rankin viene a conoscenza del fatto che fu Tenant a eseguire l’autopsia di tutte le ragazze uccise e che, sul punto di essere internato in ospedale per una malattia, scomparve poco dopo l’impiccagione di Styles con l’infermiera che l’aveva preso in cura. Tra i lati lacunosi del caso, c’è anche la scomparsa del bisturi usato per le autopsie. Nonostante Burk lo ammonisca che si tratti solo di ipotesi molto fantastiche, Rankin comincia a sospettare che Tenant, probabilmente a conoscenza dell’innocenza di Styles, avesse avuto motivo di coprire qualcun altro. La testimonianza di Cora, che disse di aver visto un uomo con un braccio solo in fuga dal “Juda Hole”, fu giudicata decisiva, per cui lo scrittore decide di iniziare la ricerca proprio dalla donna, interrogandola sui fatti, e scopre che vide solo la sagoma di un uomo senza un braccio, non il viso. Questo ed altri elementi spingono Rankin a sospettare che possa essere stato proprio Tenant, sofferente di paralisi e attacchi di violenza, il vero assassino delle cinque ragazze, probabilmente agendo in stato di trance. Secondo questa teoria, Tenant avrebbe poi abbandonato il bisturi per disfarsi, simbolicamente, delle proprie ossessioni. Per verificare l’attendibilità dei suoi sospetti, allo scrittore non resta che chiedere la riesumazione del corpo di Styles, perchè l’ultimo cadavere sul quale Tenant fece un’autopsia fu proprio quella del presunto assassino, e in quelle condizioni non si sarebbe potuto nascondere il bisturi se non nel posto più ovvio, la sua bara. Fonte trama