L’Uomo Che Guarda

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Edoardo detto Dodo (F. Casale), giovane docente di letteratura francese, è stato temporaneamente abbandonato dalla moglie che lo tradisce, fin dal giorno delle nozze, col vorace suocero (F. Branciaroli), barone universitario. Roso dalla gelosia, diventa un assiduo cultore di scopofilia, ossia voyeurismo. Già vate del pelo pubico, cantore di deretani boffici, rapsodo delle poppe al vento, T. Brass diventa qui poeta da membro in erezione: una ventina di peni (in maggior parte finti) in innalzamento o in distensione, diciotto congressi carnali in varie posizioni, un orgasmo _ effettivo, ricordato, fantasticato _ ogni 5 minuti in media. Trappolerie visuali, girigogoli caleidoscopici, allumacature torpide, saccenti esercizi di ridicolaggine involontaria, citazioni di Mallarmé, Baudelaire, Gide, Céline. Liberamente ispirato al romanzo omonimo (1985) di A. Moravia.AUTORE LETTERARIO: Alberto Moravia Fonte Trama