L ‘uomo che pianse

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Fegele è una ragazzina ebrea che viene abbandonata in un villaggio russo dal padre che parte per gli Stati Uniti in cerca di lavoro. Poco dopo la partenza dell’uomo l’intero paese viene raso al suolo, siamo nel 1927, e Fegele viene portata in Inghilterra. Qui cambia nome, si fa chiamare Suzie, frequenta una scuola cattolica e impara a cantare. Dieci anni dopo si trasferisce nela Parigi occupata dai tedeschi dove incontra uno zingaro domatore di cavalli. Suzie attratta dall’uomo e dalla sua vita randagia si unisce a lui e al suo gruppo di musicisti tzigani.  Il film della Potter ha un grave punto a sfavore nell’inerte protagonista, e c’è qualche apparizione cavallina di troppo. Ma il gioco è giocato fino in fondo con spavalda coscienza.Un film con pochi dialoghi, ma fatto in gran parte di apprezzabili interpretazioni teatrali e di silenzi preziosi che fanno riflettere e che lasciano studiare bene ogni situazione, ogni personaggio.. Fonte trama