Memorie di una Geisha

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Dopo l’acclamato Chicago, Rob Marshall getta uno sguardo ad oriente, o meglio sarebbe dire una sbirciata. Lo fa protetto dietro i paraventi della camera di Chiyo, venduta a nove anni ad una scuola di geishe e destinata a finire i suoi giorni nell’Uki-o, il ‘mondo che fluttua’, col nome di Sayuri, per deliziare i ricchi signori giapponesi con le sue arti. Il suo destino sarà segnato dall’;incontro con un bell’uomo d’affari che non smetterà mai di amare, dalla gelosa Hatsunomo che la umilierà di continuo, dalla gentile Mameha che la farà diventare la più leggendaria geisha di Kyoto, e infine dalla guerra che tutto spazza via. Esteticamente squisite, le memorie di questa geisha raccontate da Arthur Golden e materializzate dall’ ormai ex-coreografo Marshall. Delizia per gli occhi che si accompagna ad una trama credibile nei sui toni favolistici, a patto che ci si astenga da ogni giudizio etico (la verginità venduta ad una riffa lascia quantomeno perplessi) e da qualsivoglia pretesa di attendibilità filologica (basti pensare che a interpretare le belle giapponesi sono tutte attrici cinesi). Fonte trama