Montecristo

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E’ davvero difficile “sbagliare” la più bella storia d’avventura mai scritta. E infatti Reynolds, assiduo collaboratore di Costner (Robin Hood, Waterworld), non sbaglia. Non solo, ci mette anche del suo (e dello sceneggiatore Jay Wolpert) arricchendo la storia di episodi e di trovate sconosciute a Dumas padre. La storia è arcinota. Edmond Dantès, marinaio un po’ ingenuo, viene tradito dal giovane Fernand Mondego, innamorato di Mercedes, promessa sposa di Edmond, dal “secondo” Danglars e dal magistrato Villefort. Edmond è rinchiuso nella prigione, incontra l’abate Faria che, morendo, gli indica la strada per l’immenso tesoro nascosto nell’isola di Montecristo. Edmond lo trova e va a Parigi per consumare, tredici anni dopo, la sua vendetta. Regia di moderata “espressione”, ricostruzione suggestiva e preziosa. E Harris è il più bravo Faria mai inventato. Con una citazione finale, voluta, dei Duellanti di Scott, quando il “conte” e Mondego si battono di spada nei campi. Ancora una volta il cinema (e il pubblico) ringrazi Dumas. Fonte trama

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