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Nella calura estiva di una Roma desertificata una serie di figure appaiono e scompaiono ad intermittenza intorno a Nina, trentenne che divide le sue giornate agostane fra le lezioni di scrittura cinese e di musica lirica, alternando il ruolo di studentessa a quello di insegnante, e la cura del piccolo zoo domestico lasciato in città dai genitori di un amico: il cane Omero, il porcellino d’India Armando, i pesci di un acquario dal ronzio incessante. Le giornate di Nina sono cariche di desideri e di domande al cielo, e vuote di punti di riferimento stabili: non ha un lavoro e non sa che cosa vuole diventare da grande, prova tutto il giorno a fare qualcosa senza mai riuscirci fino in fondo. La sua condizione di vita sospesa trova il palcoscenico perfetto nelle quinte metafisiche del quartiere Eur, il tono surreale delle sue giornate è riecheggiato all’infinito dalle ambientazioni alla De Chirico e punteggiato da occasionali evocazioni felliniane, vedi la coppia di suore che scivola via senza lasciare traccia. Fonte trama