Ormai è fatta!

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23 luglio 1973. Horst Fantazzini, soprannominato dalla stampa “il ladro gentiluomo”, sta scontando una pena detentiva di 22 anni nel carcere di Fossano. Nel mattino di quel giorno, con una pistola a disposizione, tenta l’evasione. La situazione si complica nell’arco di un breve tempo ed Horst si ritrova prima a sparare colpendo tre agenti e successivamente a sequestrare, nell’ufficio del Direttore, due guardie carcerarie.
Horst Fantazzini (1939-2001), figlio di un militante anarchico, nasce in Germania e alla fine della guerra raggiunge l’Italia dove tenta la carriera di ciclista. All’inizio degli anni ’60 però, ad imitazione della banda Bonnot, dà il via a una serie di rapine che effettua con una pistola giocattolo ed utilizzando modi cortesi nei confronti delle proprie vittime. Enzo Monteeone passa dalla sceneggiatura alla macchina da presa ispirandosi al libro autobiografico pubblicato nel 1976 a cura di Franca Rame. Decide di raccontare la figura di questo rapinatore seriale facendolo descrivere da chi gli è stato più vicino, la moglie, ma senza dimenticare (anzi facendolo emergere dallo sfondo) il contesto di un’Italia che ha scoperto non da poi troppi anni le vacanze estive. Quindi la tensione all’interno del carcere finisce con l’alternarsi alle spiagge affollate dai bagnanti (anche il direttore del carcere è in ferie) che le fanno da distratto controcanto. A chi sta al sole sulle spiagge di Riccione poco importa di un detenuto che riceve, commuovendosi, la telefonata di rimprovero del padre anarchico ed ex partigiano.
A tutto ciò dà corpo un Accorsi in stato di grazia, capace cioè di offrire un ritratto verosimile ed umano di un uomo che sapeva solo rapinare. Fantazzini otterrà alcuni periodi di semilibertà proprio grazie a questo film e morirà in carcere pochi giorni dopo aver tentato l’ennesima (e ultima) rapina fuggendo in bicicletta. Fonte Trama

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