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Prima dell’entrata in vigore (1958) della legge Merlin, una procace istriana passa dai bordelli di provincia a quelli della capitale finché trova un matusa che la sposa e le lascia una pingue eredità. “Non è un film storiografico (sui bordelli) né pornografico (sul corpo dell’opprimente Caprioglio), ma ‘stereografico’ per il numero e la vasta tridimensionalità dei ‘popò’ che vi compaiono” (Silvio Danese). Ripetitivo e vacuo. Fonte trama