Ritorno alla 36ª camera

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I lavoratori di una tintoria di tessuti si vedono ridurre le loro paghe del 20% quando il proprietario dell’azienda assume della mano d’opera Manchu per cercare di accrescere la produzione. Non sapendo come fare per recuperare il loro salario pieno, i lavoratori assoldano un attore che dovrà impersonare un monaco del tempio di Shaolin, esperto in arti marziali. Il proprietario però lo smaschera e punisce tutti quelli che hanno architettato il piano. L’attore, sentendo di aver deluso quei poveretti decide allora di recarsi proprio al tempio di Shaolin per chiedere di venire ammesso all’insegnamento del kung fu. Fonte trama