Rko 281 – La vera storia di Quarto potere

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1940. Il giovane e promettente uomo di cinema Orson Welles è alla ricerca di un soggetto per il suo primo lungometraggio. Lo trova nella vita del magnate della stampa William Randolph Hearst. Assieme allo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz (che è a conoscenza anche di molti retroscena della vita di Hearst) elabora uno script destinato a divenire un film entrato a buon diritto nell’Olimpo della settima arte. Le difficoltà però non mancheranno e saranno considerevoli.
Ci sono i fratelli Tony e Ridley Scott tra i produttori esecutivi di questo film coprodotto dalla HBO e dalla BBC che ha vinto 3 Emmy e un Golden Globe. C’è, dominante su tutto, l’ombra di uno dei giganti (anche in senso fisico) della storia del cinema: Orson Welles. Ispirato al documentario The Battle Over Citizen Kane il film per la tv racconta, con dovizia di particolari, lo scontro tra due fortissimi ego. L’uno è quello di un uomo che vive con una donna molto più giovane di lui in un castello ingombro di opere d’arte da cui intende dominare il mondo della comunicazione dell’epoca. L’altro è quello di un attore ventiseienne che vuole diventare regista e che vede nell’anziano rivale una sorta di suo riflesso in nero da distruggere per poter far trionfare i valori di un’America liberata da subdoli dittatori e per affermare la vitalità dell’Arte che non deve avere il bisogno di sottoporsi a censure. L’uno ha dalla sua parte la forza del denaro (che però si rivela più fragile del previsto) e l’altro quella delle convinzioni. Il mondo della Hollywood dell’epoca è ben ricostruito così come quello di alcune figure del mondo della stampa (come Louella Parson ed Edda Hopper) in grado di distruggere la reputazione di chiunque non andasse a genio a loro o ai loro datori di lavoro attuali o possibili.
Schreiber e Cromwell offrono due ritratti verosimili dei due antagonisti così come la riunione di tutti i boss delle major (da Disney a Selznick) offre un interessante spaccato di come un intero establishment possa essere facilmente ricattato se i suoi membri più di rilievo hanno ‘vizietti’ da nascondere. Ciò che manca in questa produzione, accurata anche sul piano filologico, è però il valore cinematografico del primo film di Welles. Tutto sembra ridursi allo scontro tra le due personalità, all’attacco da parte dell’uno e alla difesa da parte dell’altro in relazione al diritto della libera espressione. Come tutti gli appassionati di cinema sanno c’è molto di più proprio sul piano del linguaggio delle immagini. A parziale compenso molti che ne sono ignari potranno trovare (qui siamo in area gossip) la ragione del nome Rosebud (Rosabella nella versione italiana) scritto sulla slitta. Sarà una vera sorpresa. Fonte trama

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