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Il giovane Encolpio è follemente innamorato dell’efebo Gitone. Il suo amico Ascilto glielo ha sottratto e l’ha venduto al teatrante Vernacchio. Encolpio riesce a riaverlo ma, dopo una notte d’amore, Gitone preferisce Ascilto e abbandona Encolpio. Siamo nell’ambiente notturno della malfamata Suburra, delle terme, dell’Insuleta Felicles, luogo di tutti i vizi e ritrovo babelico di tutti i relitti umani. Un terremoto fa crollare l’Insula. Encolpio riesce a salvarsi e incontra il poeta Eumolpo, che lo conduce alla fastosa cena di Trimalcione. Le portate si succedono alle portate, non manca la musica, la poesia e la grottesca farsa del funerale di Trimalcione col pianto degli schiavi: tutto a livello bestiale, col predominio incontrastato dei porci. Eumolpo, avendo offeso Trimalcione, è bastonato e gettato fuori dal banchetto. Encolpio lo incontra dolorante in aperta campagna, lo aiuta e insieme si addormentano.. Fonte trama

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