Scarlet Diva

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Anna Battista è una giovane attrice di successo assediata e ammirata dai fan. La sua professione, però, la trascina dalla solitudine del suo appartamento a convulse apparizioni pubbliche, provini, incontri e viaggi. Ma Anna si sente sempre più sola e non le serve a molto cercare di conoscere il famoso scrittore olandese Aaron Ulrich, un uomo consumato nel corpo e nell’anima dall’eroina. Del resto le sue relazioni sono sempre inquinate, anche oggi, dalla droga. È un brutto film, diseducato, aggrovigliato, sgradevole, irrisolto, condannato da una sceneggiatura che precipita nel ridicolo ogni dieci minuti e da dialoghi impronunciabili (la tirata dello scrittore ad Amsterdam, gli assalti del produttore a Londra e Los Angeles, la conoscente lesbica che sale da lei, si strappa il vestito e: Ho mezz’ora di tempo, il taxi che mi aspetta di sotto, fammi godere! Eppure “Scarlet Diva”, per dirla in termini brutali, ha più sangue e coraggio dei tantissimi film italiani di oggi, asfittici, educati, manierati, tutti in fila pronti per la loro bella seratina televisiva. Fonte trama

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