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«Sheitan cade logicamente nella confusione più totale, tanto da essere rischioso persino definirlo. Frullando i boschi de La casa (1981), gli autoctoni ritardati di Tobe Hooper o di Un tranquillo weekend di paura (1972) e un atteggiamento della periferia degna di una produzione di Luc Besson, Sheitan gioca su tutti i fotogrammi con i clichè più esasperati». Così la critica cinematografica d’oltralpe radiografa alla perfezione l’opera prima del regista di origini vietnamite Kim Chapiron, di cui sono protagonisti giovani ragazzi strappati alla banlieue parigina, insieme a Vincent Cassel. Fonte trama

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