Shooting Silvio

http://altadefinizione.bid/wp-content/uploads/2014/06/Shooting-Silvio.jpg

Presesentato in vari festival (tra cui la festa del cinema di Roma), in alcune rassegne e in qualche cineclub, Shooting Silvio non ha avuto nelle nostre sale una distribuzione regolare, malgrado un mese di tenitura a Roma e addirittura due a Bari. Il film di Berardo Carboni si può considerare il corrispettivo italiano di Death of a President di Gabriel Range: là s’immagina un attentato a George W. Bush, qui si evoca la distruzione (fisica, spirituale, d’immagine…) di Berlusconi. Un’opera senza peli sulla lingua, sperimentale nella forma e ardita nella sostanza, che procede rapsodicamente intorno al suo protagonista, Kurtz, nome preso in prestito dal Brando di Apocalypse Now. Della trama e del suo inseguire il progetto-affannoso e disperato, artistico e velleitario-di Kurtz, imballato nel suo compiaciuto tentativo di rimanere il più lontano possibile lontano dalla morte, è bene depistarlo su chi vedrà il film. Ciò che invece va ricordata è l’operazione produttiva, portata avanti con i soldi raccolti organizzando dibattiti, rappresentazioni teatrali, concerti e dj session: appuntamenti che hanno attirato l’attenzone dei media (soprattutto stranieri) e personalità come Marco Travaglio (che compare nel film nei panni di se stesso), Alessandro Haber, Antonino Iuorio, Remo Remotti e il cantante Erlend Øye dei Kings of Convenience (in gustose partecipazioni speciali). Una bella, coraggiosa, libera provocazione. Fonte Trama