The Armstrong Lie [Sub-ITA]

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Sette vittorie al Tour de France e la vittoria più difficile di tutte, quella sul cancro, hanno fatto del texano Lance Armstrong non solo uno dei più grandi atleti del mondo ma un simbolo delle capacità miracolose del fisico umano, che ha nutrito i sogni e le speranze di ammiratori di tutto il mondo. Ma Armstrong ha anche un altro primato, meno dignitoso ed altrettanto stupefacente: il primato della menzogna più lunga e più testarda. Dopo aver sostenuto, infatti, per anni e anni, la propria estraneità rispetto all’uso di sostanze illecite per incrementare il proprio potenziale, riuscendo a non farsi mai incastrare dai risultati delle prove nonostante l’accanimento di varie organizzazioni antidoping, il campione ha ammesso la sua colpevolezza nel 2013, scrivendo per se stesso un’uscita di scena clamorosa quanto la spettacolare ascesa che l’aveva preceduta.
Non è difficile comprendere la ragione per cui un veterano del documentario come Alex Gibney si sia interessato alla vicenda di questo sportivo, né perché sono già in cantiere almeno altri due progetti cinematografici sull’argomento: basta contare gli ingredienti sul vassoio. Due narrazioni parallele ed opposte, quella dell’eroe e del bugiardo, si affrontano con pari intensità, nutrendo fan e potenziali spettatori su entrambi i fronti, sollevando contraddizioni e intrighi che vanno ben al di là del singolo episodio e culminando in un interrogativo sostanzialmente ancora aperto. La domanda delle domande, infatti, se relativizzata e contestualizzata in un’epoca in cui nessuno poteva dirsi “pulito”, resta invariata: Lance Armstrong è stato sempre e comunque il più forte o è stato solo il più potente, giù dal sellino? Gibney ha capito benissimo di trovarsi di fronte ad una storia nella quale la volontà di credere in qualcosa di incredibile era e continua ad essere più forte di qualsiasi dato tecnico sul valore dei globuli rossi nel sangue: di trovarsi, cioè, dentro una storia fatta per il cinema, inteso come fabbrica dei sogni e luogo naturale della sospensione dell’incredibilità.
Se a ciò si aggiunge la presenza di un attore a dir poco straordinario com’è Armstrong stesso, che ha recitato per una vita il copione che aveva scelto di scriversi addosso, davanti alle telecamere dei media così come ad amici, nemici e giudici nelle aule di tribunale, non restano dubbi sul potenziale che Gibney aveva a disposizione per questo lavoro.
Il documentario, tra interviste e sequenze d’archivio alternate a riprese ad hoc delle imprese del ciclista americano sulla strada e nella vita, procede in maniera piuttosto classica, ripetendosi non poco nei concetti e nei dubbi che punteggiano la parabola di Lance Armstrong: a dimostrazione, però, del potere magnetico del suo soggetto e della profondità della sua trappola. Fonte trama