Windtalkers

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Seconda guerra mondiale. Il sergente John Enders (Cage), sorta di eroe maledetto e tutto d’un pezzo, causa la morte di quindici marines. Sopravvive per un pelo, ci rimette un timpano, passa la convalescenza pensando solo a ritornare in azione. Nel frattempo conosciamo Ben Yahazee (Beach), indiano navajo, che ha una funzione precisa e molto importante: legata a un codice che il servizio segreto ha preparato, che si basa, appunto, sulla lingua navajo, parlata da poche persone: così i giapponesi non potranno più decifrare i messaggi nemici. Ben viene inviato a Saipan, celeberrima, tragica isola teatro della famosa battaglia, giugno ’44. John sarà l’angelo custode del prezioso indiano. Dovrà proteggerlo, pronto, in caso di pericolo di cattura, anche a ucciderlo pur di salvaguardare il prezioso codice. Battaglie cruentissime, dialettica di guerra, sentimenti di pace lontana, un po’ di dolce misticismo indiano, caratteri contro, finale tragico-sentimental-liberatorio, dove il cattolico sergente muore recitando l’Avemaria. Il soldato Ryan insegna: iperrealismo di combattimenti, con gambe troncate e pezzi di cuore che escono dalla divisa. Fonte trama

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